Capitolazione francese 1 (1)

SANTONA

Una fortezza strategica sulla costa cantabrica

Situata sulla costa settentrionale della Spagna, in Cantabria, Santoña era una delle posizioni più ambite dall'Impero napoleonico durante la guerra d'indipendenza spagnola (1808-1814).

La sua configurazione naturale - una penisola fortificata tra il Mar Cantabrico e vaste paludi - lo rendeva un sito quasi inespugnabile, in grado di ospitare imbarcazioni di grande tonnellaggio e di controllare la costa cantabrica orientale.

Furono i francesi che, sotto le direttive dello stesso imperatore Napoleone, attuarono l'idea di trasformare Santoña in una vera e propria roccaforte. Anche se il suo isolamento geografico ritardò un intervento decisivo, nel 1811 iniziò un ambizioso programma di fortificazione. Successivamente, facendo tesoro degli insegnamenti della Guerra d'Indipendenza, l'esercito spagnolo proseguì l'opera per tutto il XIX secolo, finché Santoña divenne una roccaforte militare praticamente inespugnabile.

Santona, oggi

SPAGNA

10 840

POSIZIONE

abitanti

Luoghi napoleonici

Santoña 10 12 1813 (1)

Una fortezza imperiale

Per un anno e mezzo si costruirono e rinforzarono le difese, si costruirono forti e batterie, si dotò la città di artiglieria proveniente dalla Francia e si minarono le scogliere del Monte Santoña per renderle più ripide e inaccessibili. Le opere principali comprendono i forti Imperial, Mazo e Gromo, oltre alla riduzione Brusco e alle batterie come quelle di Rouget, San Martín, El Puntal e El Águila.

Napoleone stesso elaborò il progetto generale della fortezza, anche se molte delle sue decisioni furono successivamente adattate dagli ingegneri e dagli ufficiali sul posto. Al culmine dell'occupazione, Santoña era piena di truppe provenienti da tutta Europa, tra cui francesi, italiani, olandesi e tedeschi.

I blocchi e l'assedio finale

Tra l'agosto 1812 e il maggio 1814, Santoña fu sottoposta a tre blocchi intermittenti. L'ultimo di questi si trasformò in un vero e proprio assedio terrestre e marittimo, condotto dall'esercito alleato spagnolo-britannico sotto il comando del brigadiere spagnolo Diego del Barco.

Dopo quasi due anni di resistenza, la guarnigione francese, al comando del generale Charles Lameth, capitolò il 28 maggio 1814, lasciando la città con tutti gli onori militari e imbarcandosi per la Francia. Santoña fu così una delle ultime posizioni in territorio spagnolo ad essere abbandonata dalle truppe napoleoniche, preceduta solo da Hostalric e Figueras.

Questi eventi storici valsero alla penisola di Santoña il soprannome di «Gibilterra del Nord».

Ricordo e commemorazione

Ogni ultimo sabato di maggio, Santoña fa rivivere questo episodio storico commemorando la resa della guarnigione francese il 28 maggio 1814.

L'evento riunisce rievocatori e associazioni storiche in una manifestazione che unisce storia, cultura e patrimonio, riaffermando il legame di Santoña con l'epoca napoleonica.

Un'eredità visibile

Oggi le tracce di questa roccaforte imperiale sono ancora visibili in opere difensive come il forte di Mazo, la ritirata di Brusco e la batteria di Águila, tutti elementi fondamentali per comprendere la strategia dell'Impero nel nord della penisola iberica.

Le fortificazioni napoleoniche, insieme alle opere costruite dopo la guerra e fino agli anni Sessanta del XIX secolo, formano un insieme monumentale unico, integrato nel paesaggio naturale della montagna e della baia di Santoña, offrendo una testimonianza eccezionale dell'arte militare del XIX secolo.

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