Milano: Rivivete i salotti dell'epoca napoleonica al Palazzo Reale

La Nouvelle Athènes Palazzo Reale Luca Coline - Evento promozionale 2026

Venerdì 9 ottobre 2026 alle ore 18, la Sala delle Otto Colonne del Palazzo Reale ospiterà “Da Parigi a Milano. Nei salotti dell’età napoleonica”, un viaggio musicale tra la Francia e l’Italia ai tempi di Giuseppina e di Eugenio de Beauharnais. L’antica residenza reale milanese tornerà così, per una serata, a rivivere l’universo musicale che animava i salotti dell’epoca napoleonica.

Organizzato dalla Federazione Europea delle Città Napoleoniche – Destinazione Napoleone, il Palazzo Reale, Milano e La Nouvelle Athènes – Centro dei pianoforti romantici, il concerto vedrà protagonisti il mezzosoprano Coline Dutilleul e il pianista e pianofortista Luca Montebugnoli, che si esibiranno su un pianoforte quadrato Broadwood del 1805, contemporaneo di gran parte del repertorio che verrà eseguito quella sera.

Un palazzo nel cuore del Regno d’Italia

La scelta del Palazzo Reale è tutt'altro che casuale.

Quando Napoleone Bonaparte divenne re d’Italia nel 1805, Milano era la capitale del nuovo Regno d’Italia ed Eugenio de Beauharnais, figlio di Giuseppina, ne divenne il viceré. Dal 1805 al 1814, la sua corte milanese svolse un ruolo importante nella vita artistica, culturale e sociale del Regno. Il Palazzo Reale conserva ancora oggi le tracce di questa storia. Nel 2023, il palazzo gli ha dedicato la mostra «A casa del Viceré. Eugenio di Beauharnais nella Milano napoleonica», incentrata sull’arte, il gusto e la vita di corte durante il suo vicereato.

Gli appartamenti di rappresentanza erano stati ristrutturati sotto la supervisione di Napoleone, che desiderava che la residenza milanese rispecchiasse i palazzi francesi. Il palazzo ricorda così quanto gli scambi tra Parigi e Milano non fossero solo di natura politica: riguardavano anche le arti, gli oggetti, la moda, i gusti e le pratiche culturali.

È proprio questa interazione che il concerto del 9 ottobre si propone di far ascoltare.

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Da Parigi a Milano, un’Europa musicale in movimento

All’inizio del XIX secolo, i confini musicali sono particolarmente porosi. Le arie d’opera lasciano il palcoscenico per entrare nei salotti; le romanze circolano insieme ai loro interpreti e alle loro partiture; le opere vengono trascritte e adattate agli strumenti disponibili. La musica viaggia.

Tra questi figurano Hortense de Beauharnais, figlia di Giuseppina e sorella di Eugenio, autrice di circa 150 romanze, ma anche Pierre-Jean Garat, Hélène de Montgeroult, Jean-Louis Adam e Daniel Steibelt. Al loro fianco compaiono Giovanni Paisiello, Gaspare Spontini, Niccolò Piccinni e Francesco Pollini.

Il fascino del programma risiede anche in questo mix di generi. Si passa dal romanticismo francese, volutamente intimo e attento al testo, all’universo del bel canto italiano; dal canto alla musica strumentale; dall’opera ascoltata in teatro alle arie che poi ci si faceva proprie a casa.

La Fantasia di Daniel Steibelt su un’aria dei Misteri di Iside, adattamento francese del Flauto magico di Mozart, testimonia quindi questa pratica di trasformazione e diffusione del repertorio. La Monferrina di Francesco Pollini, dal canto suo, rimanda direttamente alla scena musicale milanese dell’inizio del XIX secolo.

Ascoltare questa musica su un pianoforte del 1805

Gran parte dell’esperienza dipenderà dallo strumento, un pianoforte quadrato Broadwood costruito a Londra nel 1805.

Questa scelta non è semplicemente una questione di contesto storico. Gli strumenti dell’inizio del XIX secolo differiscono profondamente dal pianoforte da concerto moderno. Il loro equilibrio tra i registri, i loro colori e il loro rapporto con la voce consentono di affrontare in modo diverso le opere composte in quell’epoca.

In un brano romantico, in cui il rapporto tra testo, linea vocale e accompagnamento è fondamentale, questa differenza assume tutto il suo significato. È uno dei principi dell’interpretazione storicamente informata: non riprodurre il passato, ma ricreare alcune delle condizioni sonore in cui quella musica è stata concepita.

È proprio questo il lavoro che stanno portando avanti La Nouvelle Athènes, Coline Dutilleul e Luca Montebugnoli, in particolare nell’ambito della collaborazione avviata con il Museo nazionale dei castelli di Malmaison e di Bois-Préau.

La Sala delle Otto Colonne, tra splendore e memoria

Il contesto aggiunge un'ulteriore dimensione a questa esperienza.

La Sala delle Otto Colonne conserva essa stessa le tracce della movimentata storia del Palazzo Reale. Prima della guerra, questa vasta sala neoclassica era impreziosita da un ricco soffitto a cassettoni, stucchi della scuola di Giocondo Albertolli e quindici lampadari in bronzo dorato e cristallo.

I bombardamenti dell’agosto 1943 sconvolsero radicalmente il palazzo. Della Sala delle Otto Colonne rimasero solo le mura perimetrali. Le colonne e il soffitto visibili oggi sono in gran parte il risultato di una ricostruzione scenografica realizzata negli anni ’90, mentre alcune decorazioni storiche sono sopravvissute.

Far risuonare oggi in questo spazio la musica dell’epoca di Eugène de Beauharnais assume quindi un significato particolare: il concerto non si limita a occupare un monumento. Ristabilisce un legame tra un luogo, la sua storia e l’universo sonoro di un’epoca di cui lo stesso Beauharnais fu uno dei protagonisti.

19. Sala delle Otto Colonne, foto di Lorenzo Pennati, 2017

Trasformare il concerto in un salotto

Questa vicinanza al passato si rifletterà nello spirito stesso della serata. All’inizio del XIX secolo, gran parte di questa musica non era destinata alle immense sale da concerto che conosciamo oggi, ma alla convivialità più intima dei salotti, dove cantanti, strumentisti e ascoltatori condividevano lo stesso spazio.

È proprio questo spirito che gli artisti desiderano ritrovare a Milano. Il concerto sarà accompagnato da interventi di presentazione che permetteranno al pubblico di addentrarsi nella storia delle opere e di comprendere i legami che all’epoca univano Parigi, Malmaison e Milano.

Un invito, insomma, non solo ad ascoltare questa musica, ma a riscoprire il mondo in cui è nata.

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Dettaglio del ritratto di Hortense de Beauharnais opera di François Richard Fleury, XIX secolo.

Informazioni pratiche

Data: venerdì 9 ottobre 2026, dalle 18:00 alle 19:30
Posizione: Palazzo Reale, Sala delle Otto Colonne, Milano
Ingresso libero fino a esaurimento posti

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