
Far rivivere la storia non significa solo raccontarla, ma rivelarne la pluralità di prospettive. È questa l’ambizione di NAPO-HIST, un nuovo progetto europeo promosso dalla Federazione Europea delle Città Napoleoniche e finanziato da Erasmus+. Per tre anni (09.2026-08.2029), musei, siti del patrimonio culturale, ricercatori e mediatori culturali uniranno le loro competenze per sperimentare nuovi modi di trasmettere il patrimonio napoleonico al pubblico di oggi.
Una storia comune, ricordi diversi
Attraverso il patrimonio napoleonico, NAPO-HIST intende rispondere a una sfida che riguarda numerosi siti storici europei: come trasmettere una storia complessa, attraversata da memorie nazionali talvolta divergenti, senza ridurla a un unico racconto?
I musei, i campi di battaglia, le città storiche, i luoghi della memoria e gli eventi di rievocazione storica accolgono ogni anno un pubblico numeroso. Tuttavia, le pratiche di mediazione rimangono spesso frammentate e costruite principalmente sulla base di prospettive nazionali. Inoltre, i mediatori del patrimonio, le guide e gli attori delle rievocazioni storiche non dispongono sempre di una formazione comune che consenta loro di affrontare argomenti delicati, confrontare le fonti o integrare una pluralità di punti di vista.
NAPO-HIST mira quindi a rafforzare la qualità, la responsabilità e la dimensione europea della trasmissione storica. Il progetto promuove una lettura critica e multiprospettica di questo capitolo della storia comune dell’Europa, attenta alle realtà locali, alle memorie collettive e ai diversi punti di vista nazionali e transnazionali.
Un’Accademia europea per i professionisti del patrimonio culturale
Il fulcro del progetto sarà la creazione di un’Accademia europea di mediazione culturale multiprospettica. L’Accademia offrirà un percorso formativo rivolto ai professionisti dei musei e dei siti del patrimonio culturale, ai mediatori culturali, alle guide, agli operatori del settore turistico e alle associazioni di rievocazione storica.
Workshop transnazionali, scambi di buone pratiche che coinvolgono i partner del progetto e attività sperimentali consentiranno ai partecipanti di sviluppare le proprie competenze in diversi ambiti:
- l'analisi critica delle fonti storiche;
- la costruzione di narrazioni che integrino diverse prospettive;
- la mediazione immersiva e partecipativa;
- la trasmissione etica di temi storici delicati;
- l'uso degli strumenti digitali nella valorizzazione del patrimonio.
Circa 60 professionisti parteciperanno direttamente al percorso formativo. Tra questi, una quarantina seguirà l’intero programma per poter poi applicare e trasmettere i metodi sviluppati nei propri territori.
Strumenti concreti e accessibili a tutti
Il progetto NAPO-HIST porterà alla creazione di diverse risorse ad accesso libero destinate agli operatori del settore del patrimonio culturale e a beneficio di tutti i membri dell’itinerario.
Un manuale didattico europeo raccoglierà i principi pedagogici ed etici elaborati nel corso del progetto. Proporrà metodi pratici per ideare visite guidate, giochi di ruolo, rievocazioni storiche e altre forme di mediazione adatte a diversi tipi di pubblico.
Uno strumento digitale destinato ai mediatori raccoglierà inoltre scenari, trame narrative, modelli di mediazione e contenuti riutilizzabili sia in loco che online.
Il progetto svilupperà parallelamente un metodo di narrazione polifonica basato sullo studio dei beni culturali. Ciò aiuterà i musei e i luoghi storici ad arricchire la presentazione delle loro collezioni, mettendo in luce diverse esperienze e interpretazioni relative a uno stesso oggetto.
Verificare l'efficacia dei metodi presso il pubblico
Gli strumenti sviluppati non rimarranno solo a livello teorico. Saranno sperimentati in musei, siti storici, istituti scolastici e in occasione di grandi eventi dedicati al patrimonio culturale.
I «laboratori pubblici di mediazione» consentiranno ai professionisti qualificati di sperimentare nuovi modi di raccontare la storia. I visitatori saranno invitati a confrontare i diversi punti di vista, a mettere in discussione le narrazioni proposte e a partecipare attivamente all’interpretazione del patrimonio.
A queste sperimentazioni parteciperanno almeno cinque istituti scolastici e circa 200 giovani. Inoltre, diverse migliaia di visitatori potranno scoprire queste nuove forme di mediazione nel corso degli eventi collegati.
I loro riscontri consentiranno di valutare i metodi, migliorarli e fornire esempi concreti che possano essere replicati in altri territori europei.
Una partnership europea complementare

Coordinato dalla Federazione Europea delle Città Napoleoniche, NAPO-HIST riunisce quattro organizzazioni provenienti da tre paesi europei:
- la Federazione europea delle città napoleoniche, in Francia;
- la Rota Histórica das Linhas de Torres, in Portogallo;
- la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, in Italia;
- l’Ufficio del turismo della Comunità di Pontivy, in Francia;
- Anche il museo The Box, nel Regno Unito, partecipa al progetto in qualità di partner associato.
Questa collaborazione unirà quindi l’esperienza di una rete culturale europea, le competenze scientifiche e metodologiche, la pratica della rievocazione storica, la mediazione museale e lo sviluppo turistico del territorio.
Costruire una rete destinata a durare nel tempo
Oltre ai tre anni di attuazione, NAPO-HIST mira a instaurare una cooperazione europea duratura. Il progetto prevede quindi la creazione di una rete europea del patrimonio napoleonico che riunisca musei, siti storici, ricercatori, mediatori culturali, associazioni di rievocazione storica e operatori turistici.
Questa rete favorirà il proseguimento degli scambi, l’aggiornamento degli strumenti e lo sviluppo di nuove iniziative comuni al termine del finanziamento Erasmus+.
Grazie a NAPO-HIST, il patrimonio napoleonico diventa così un vero e proprio laboratorio europeo di mediazione, educazione e dialogo. Mettendo a confronto diversi punti di vista e favorendo la professionalizzazione di chi si occupa di trasmettere la storia, la FECN e i suoi partner intendono contribuire a una comprensione più critica, più inclusiva e più europea del nostro passato comune.
